Nathalie Du Pasquier

Dal design radicale degli anni ’80 a una pittura che diventa architettura: indaga come forme, colori e oggetti dialogano nello spazio, oscillando tra figurazione e astrazione in un immaginario sospeso tra realtà e immaginazione.

Ritratto di Nathalie Du Pasquier di profilo su fondo grigio-verde

Oggetti, spazio e relazioni visive

Nathalie Du Pasquier(Bordeaux, 1957) è una delle personalità più poliedriche della scena artistica internazionale.

Il suo percorso artistico è iniziato da autodidatta: viaggiando da giovanissima tra Africa, Australia e India, leggendo e osservando altre culture. Nel 1979 arriva in Italia, prima a Roma poi a Milano dove incontra numerosi designer e nel 1981 entra a far parte del gruppo Memphis. Nel 1987 decide di dedicarsi interamente alla pittura. Guarda alle opere del passato, dall’antichità al Novecento, dipinge quadri a olio e presto si concentra sulla composizione di nature morte. Da sempre interessata alla ceramica, lavora spesso con questo elemento partendo proprio dalla sua semplicità e funzionalità per esplorarne le infinite possibilità creative.

Dopo aver lavorato come designer all’inizio degli anni ’80 insieme al gruppo Memphis, si è dedicata ad un’idea di “pittura espansa” focalizzata sull’indagine della relazione tra gli oggetti e lo spazio in cui sono installati. Una ricerca trasversale che si manifesta in innumerevoli forme e dimensioni tra dipinti, sculture, disegni, tappeti, ceramiche e libri con un immaginario che oscilla tra la figurazione e l’astrazione, tra la realtà e l’immaginazione, tra il rappresentativo e il non rappresentativo.

Oggi il suo lavoro mette in dialogo dipinti astratti e costruzioni tridimensionali, installandoli e componendoli nello spazio.

Mind The Gap - Du Pasquier - MUM Brescia

Mind the gap

Nathalie Du Pasquier

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Andreas Angelidakis

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Augustas Serapinas

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Emilio Isgrò

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Marcello Maloberti

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Patrick Tuttofuoco

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J. Demsky

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Luca Font

Ritratto di Peeta

Peeta

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Joys

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Valentina Picozzi

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