



DESCRIZIONE DELL’OPERA
L’opera – nata dalle considerazioni di Tuttofuoco in merito al processo di stratificazione sia storica che materica della fase di realizzazione della metro – è costituita da un gioco di neon e di luci che rappresentano un volto femminile, la testa di Minerva, e un volto maschile, Claudio II detto il Gotico, ai quali si sovrappone un layer con un elemento astratto.
L’intervento ha carattere “luminoso” in modo da dialogare con la condizione sotterranea ed è realizzato con dei tubi neon soffiati a mano che riproducono su tre livelli diversi gli elementi scelti dall’artista: Minerva, Claudio II detto il Gotico e il magnifico capitello corinzio che è stato alla base del ritrovamento della zona sacra di età romana, oggi centro di Brixia – Parco Archeologico di Brescia romana.








Grazie all’accensione delle lenti fade-in e fade-out, l’opera produce un effetto luminoso dinamico che cambia gradualmente la dominante cromatica dell’ambiente: le luci producono effetti di evanescenza differente generando una forma luminosa mutevole che a tratti sembra mito/donna, ritratto/uomo, figurazione/astrazione.
Quando tutti i neon sono accesi contemporaneamente è visibile la connessione tra questi elementi e la reciproca dipendenza ed emerge con forza l’idea di accumulo e stratificazione.


Trasforma lo spazio in esperienza luminosa e condivisa, celebrando la città come organismo vivo attraverso sculture di luce che fondono architettura, tecnologia ed energia collettiva.


















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